Under (de)pressure
mercoledì, 11 febbraio 2009 - 23:50 - malinconia, di me, discorsi senza senso

Sono un po' di giorni che sto proprio giù, che non ci sto con la testa, che i giorni passano facendomi sentire come Penelope con la sua tela che di notte viene sfilata, non riesco ad andare avanti e a far passare questo cavolo di periodo sotto sopra.
Un po' è stata la delusione dell'esame.. in cinque anni di
(abbastanza) onorata  carriera universitaria, non mi era mai capitato di rifiutare un voto. Certo non ho rifutato un 18, ma la delusione mi brucia ancora perché questo ha intaccato una certa sicurezza che mi ero creata. Non più di una patina, certo, ma in qualche modo sapevo che il giorno dell'esame sarei riuscita a spuntarla. E invece l'altra volta no. Cavoli. Anzi, cavolfiori, che mi fanno pure più schifo.
Ma non è certo solo quello.
E' che sento tanto la nostalgia di casa, ho voglia di tornare, di rivedere Raf, nonna, Martina. L'altra sera ero nel letto e pensavo un po' alla nostalgia.
Com'è la nostalgia di casa? Perché mi manca più una persona piuttosto che un'altra, tenuto conto che amo tutta la mia famiglia? (nonostante alcune cose..)
Poi ovviamente, i pensieri si sono allargati, allontanati nel tempo, dilatati e mi sono ritrovata praticamente in una valle di lacrime, come un bimbo di due anni che chiama la mamma e il papà del buio del risveglio notturno.
E ho preso la loro foto e l'ho accarezzata a lungo, come se avesse senso, come se la carezza oltrepassasse la carta e arrivasse lontano, anzi lontanissimo.
Non parliamo di quanto ho ipotizzato le loro telefonate. Lasciamo proprio stare, cerco di mantenere una dignità.


Let me go home..
I'm just too far from where you are
I wanna come home


arwenThalion - commenti
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N di Natale, M di malinconia
martedì, 16 dicembre 2008 - 22:36 - lacrime, malinconia, natale, di me

Dicono che quando viene il Natale il cuore si colmi di gioia, dicono che addobbare la case con luci e colori e profumi sia quanto di più bello al mondo e forse è anche così.
La prima pallina sull'albero per me è sempre una lacrima.
Ogni anno penso a chi non c'è più. Ogni anno penso che quello stesso albero lo facevo con mamma, che metteva le luci ed io le decorazioni. Invece papà mi controllava che le serie di lucine funzionassero a dovere e poi veniva a guardare il risultato. E nonno, stanco stanco e vecchietto, veniva sempre ad albero e presepe terminati a guardare il salone natalizio e a dirmi brava con un sorriso. E Denny doveva restare chiuso fuori altrimenti avrebbe distrutto tutto.. e quando era cucciolo se ne è fatte di arrampicate sull'albero pieno di palline, ne ha fatte cadere (a volte rotte), si è infilato dietro le montagne del presepe o preso a zampate i poveri pastorelli rubandogli la scena.
Ricordi e profumi che non svaniscono mai.
Il Natale c'è sempre a casa mia, anche per loro che non ci sono più. Perchè loro amavano tanto il Natale, l'atmosfera festosa, il pranzo e il cenone tutti insieme, fare e aprire i regali.
Gesù bambino viene anche per loro, per ricordarmi quanto mi hanno amato. E io spero che loro da lassù sentano quanto li continuo ad amare.


arwenThalion - commenti
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Stanotte ti ho sognata
venerdì, 14 novembre 2008 - 17:36 - malinconia, di me, uno dei sogni miei

Eri bella,
con un viso da ragazzina.. forse non eri nemmeno tu. La sensazione era che fossi tu, ma il tuo volto non sono sicura fosse davvero il tuo.
Sembrava il mio, un po' più maturo.
Avevi i capelli corti come i miei, con qualche ciuffo più svolazzante, più chiari, un po' meno folti. Eri piccoletta come me e portavi degli orecchini pendenti con una pietra rossa e una collana uguale.
Ci avviciniamo e ti vedo. Mi sorridi. Ti dico "Ma come sei bella! Il rosso ti sta benissimo!"
Poi è come se mi rendessi conto della realtà, anche se nel sogno: tu non ci sei più. Non puoi essere tu quella ragazza che mi somiglia (o a cui io somiglio), non posso incontrarti, non posso dirti che sei bella, non puoi più sorridermi.
e anche nel sogno mi sono sentita distrutta.

Al risveglio, mi sono ricordata questo sogno. Mi sono sentita triste perché non ci sei più, mamma, però chissà, magari da lassù volevi mandarmi un sorriso e l'hai fatto così.




arwenThalion - commenti (3)
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Un pensiero un po' così
domenica, 12 ottobre 2008 - 19:18 - lacrime, malinconia, gatti, di me, discorsi filosofici, con il cuoricino in mano

Ho capito perché è difficile rassegnarsi, perché non riesco a lasciarlo andare, a nasconderlo nei miei ricordi. Non capisco perché a volte mi sembra di vedere la sua ombra. Ne parlavo con Odry, l'altra sera.
Non mi sono rassegnata ancora, ma certo la sua solita dolcezza mi ha scaldato.
"Riesci a farti una ragione della morte di una persona perché, se ci credi, sai che un giorno la ritroverai, sai che non è morta definitivamente. Ma per i gatti no, non esiste il paradiso dei gatti"
"E tu che ne sai? Io penso che un giorno ci ritroveremo tutti insieme"

Io lo spero, devo sperarlo con tutto il cuore perché non potrei stare un'altra vita -quella ultraterrena- senza Denny.


gatto, micio, nero

Non so quando ho superato le dieci mila visite! Non so chi ringraziare, forse sono più le persone che passano di qui perchè cercano la solita parola "dark" che quelli interessati a ciò che scrivo e a ciò che sento.
Bhe però agli amici virtuali, alle persone che in rete ogni tanto tornano a trovarmi dico grazie!
Baci baci

arwenThalion - commenti (7)
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Semplicemente, mi manchi
giovedì, 25 settembre 2008 - 15:26 - ricordi, malinconia, gatti, di me, con il cuoricino in mano

Mi sembra assurdo stare ancora qui a piangere per te, un mese e due giorni che non ci sei, che i tuoi miagolii di fame non riempiono la casa puntuali a mezzogiorno e alle otto.
Un mese.
Anche se non ti vedevo mai, stando qui a Roma, stando a casa da zia.
Sul portatile non ho neppure una tua foto perché avevo smesso di fartene, così magrolino che sembravi un ossicino col pelo, pensavo che ti avrebbe dato fastidio e che avresti voluto farti ricordare nei "fasti" del tempo passato, quando eri cicciotto e combina guai.
Sono sempre le stesse le foto, le avrò caricate mille volte sui blog. Adesso ne sento il bisogno più che mai per colmare questa assenza terribile, questo vuoto che mi disarma e che non riesco a gestire. Ho affrontato cose anche peggiori, sono riuscita a prepararmi e ad affrontare razionalmente la morte ma con te non lo vedo possibile.
Ogni volta che torno a casa chiudo in fretta la porta per paura che tu scappi. Chiudo la porta del salone per non farti rovinare il divano. Prima di chiudere una stanza mi guardo in giro per vedere se sei dentro. Ed ogni volta è una fitta al cuore. Al supermercato vedo le tue scatolette e mi va di comprartele. Ti cerco dietro le tende, negli scatoli dove ti piaceva nasconderti. Ma tu non ci sei più.
E' incredibile quanto mi manchi. Mi manchi più di qualsiasi altra persona in questo momento. Mi piace pensare che sei insieme a loro, che sei li a fare le coccole a mamma, perché le facevi solo a lei, mi piace cullarmi in questo dolce pensiero.
Ogni tanto penso che in futuro (un futuro molto lontano) avrò un altro gattino, forse due. Ma non sono sicura del fatto che riuscirei ad affrontare la paura di perdere anche loro, non sono sicura nemmeno se riuscirò ad amarli come ho amato te.
Rinvio a quel futuro il problema, per ora nel mio cuore non c'è assolutamente più posto.
Ti bacio cucciolino, spero che le ferite del mio cuore diventino presto come le cicatrici che mi hai lasciato tu un pò ovunque.




arwenThalion - commenti (8)
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Non sono ancora pronta per altro
sabato, 30 agosto 2008 - 11:49 - lacrime, link, malinconia, gatti, di me, con il cuoricino in mano

Dallo splendido blog di eriadan. "Stupida e sciocca miagia della carta"



>link<


arwenThalion - commenti
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Come Proust e le sue madeleine
sabato, 07 giugno 2008 - 19:45 - ricordi, malinconia, di me, con il cuoricino in mano

Oggi mi sento davvero Proustiana. Senza sapere un granchè cosa significhi..
Sono qui a Roma di nuovo, lasciando a casa una situazione pessima e portandomi dietro l'ansia per gli esami e il terrore di ricevere una brutta telefonata.
Oggi mi sento davvero sola. Lo so, a volte capita, ma io ogni volta non lo sopporto.
E' stato brutto prima, quando in fila alla cassa del supermercato un nonnetto mi fa passare avanti dicendo "Tanto io non ho fretta. Vorrei solo salire presto in cielo". Mi è venuto in mente il mio, di nonnetto. Non lasciarti andare.. ti prego..
Un sorrisino in questa giornata sono state le mie "madeleine". Ricordate Proust che assapora questi dolcetti e ricorda la sua infanzia, viene rapito dal senso del tempo?
Io di madeleine ne ho diverse e oggi ho comprato queste qui

birillo monteboviIl mio papà viaggiava molto per lavoro, era ingegnere ed era sempre in giro per cantieri. Non era golosissimo, ma spesso aveva questi biscotti nel portaoggetti, per il buchino di stomaco delle 11.. senza dire nulla a nessuno, come mi facevano sempre credere da bambina.
Io li adoro perché sono buonissimi e perché mi ricordano tanto le nostre gite in macchina la domenica, quando spesso mamma era di turno alla guardia medica o era troppo stanca per venirci dietro.
A volte papà mi portava sul lungomare e giocavamo a comprare le lavatrici e gli scarti vari che si vedevano a riva, prima che un'attenta amministrazione comunale ripulisse il tutto.
Altre volte, andavamo a trovare mamma sul lavoro, visto che la domenica non c'era quasi mai nessuna emergenza.
Altre volte ancora, molto più spesso, mi portava in mezzo alla natura, per una breve passeggiata in collina, su qualche prato a giocare, a vedere qualche rudere antico, a mostrarmi le zone dove diceva di andare a caccia, ma in realtà tornava sempre con asparagi o cicoria selvatica..
Voleva che diventassi un'amante della natura come era lui, che è cresciuto in campagna, che apprezzassi il bello di vedere il verde, gli alberi, gli uccelli, gli animali della campagna, a non avere paura degli insetti (in questo non ha avuto successo..). Ed un pò così ci sono diventata.
Non ho avuto nemmeno il tempo di imparare altro da lui. Era tanto buono, buono come il pane, diponibile ad aiutare gli altri, ma a volte un pò burbero. Ricordo il suo sorriso. Ricordo che cantavamo insieme, io lui e mamma, nei viaggi per andare in Calabria dai nonni e mi facevano ascoltare Battisti.
Ricordo tante piccolissime cose, che a volte mi sembrano troppo minuscole per essere chiamate ricordi, ma sono tutto ciò che mi resta.

Che bello mangiare uno di questi biscotti. Sono tornata piccola, seduta sul sedile davanti, con le gambe che non arrivano a terra e le ginocchia sbucciate, a ridere del nostro segreto dolcetto.



arwenThalion - commenti (9)
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Una parola
mercoledì, 04 giugno 2008 - 17:29 - malinconia

Quanto male può fare un singolo raggio di luce?


arwenThalion - commenti
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domenica, 25 maggio 2008 - 18:16 - lacrime, malinconia, di me

Le mie zie, le mie cugine, i miei cugini. Tutti, su una bella nave per una crociera nelle isole greche per il ponte del 2 giugno. <Vuoi venire anche tu?> eh magari..
E, magari, se ci fossero stati i miei ci saremmo andati davvero.




arwenThalion - commenti (2)
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lunedì, 05 maggio 2008 - 21:39 - ricordi, lacrime, lettere, roma, malinconia, di me

Dopo che sei andato via, ieri, sono rientrata in camera, il tuo odore ancora nell'aria.
Ho sistemato tutto, ho rifatto il letto, messo gli oggetti al loro posto, quello che avevano prima di fare spazio ai tuoi. Ho messo via le tue asciugamani, lavato la tua tazzina del caffè.
Tutto ciò non mi è servito a nulla. Sento troppo forte la tua mancanza, ancora di più, per la prima volta così forte, al punto di non potermi guardare in giro senza stare male. Perchè tu non sei venuto a trovarmi, non sei venuto qui per trascorrere tre giorni iniseme, sei venuto a scompigliare il mio rifugio, il mio altro-mondo dove vivo senza ancora ricordi, sei venuto a riempirmi l'aria dei tuoi respiri, dove prima non c'era nulla toccato dalla tua realtà, se non una foto a metà.
Qui a Roma non c'è nulla nella mia camera che mi faccia pensare troppo alla mia casa, a ciò che amo e mi è lontano, perché così mi schermo dal dolore della distanza.. qui è una ltro mondo, diverso. Dopo due mesi ancora credo ogni tanto di svegliarmi e ritrovarmi nella mia casa, nel mio letto di sempre e che tutta Roma sia solo una parentesi..
Invece tu sei venuto qui e inaspettatamente mi hai riempito casa con la tua presenza e non potrò più coricarmi senera, perchè penserò ai giorni in cui nel mio letto c'eri tu.
Ti vorrei sempre qui.. mi manchi già

cuore sabbia

arwenThalion - commenti (4)
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