Buongiorno a tutti, rientro semi-viva dall'università dove ho svolto un esame che il mese scorso avevo rifiutato visto che il voto che il prof voleva darmi mi avrebbe ucciso la media.
Oggi ho rifatto l'esame e volevo sinteticamente condividere quanto segue:
- si ricordava di me, mi ha chiamat per prima e con spocchia mi ha fatto le stesse domande
- ogni domanda era fatta con supponenza e odiosità
- di alcune cose che mi ha chiesto, non sono riuscita a trovar traccia nei libri.
Ma questo è il meno. Alla fine mi ha gentilmente concesso un 28 con magnanimità, anima buona e pia.
L'assistente doveva finire un altro esame prima di compilare la camicia, quindi aspetto, intanto il prof chiama un altro ragazzo estremamente brillante (beato lui io st'esame non ci ho capito un acca). Quando l'assistente va dal prof a prendere il foglio dove aveva segnato il voto e le domande, il prof gli dice "fai una cosa però.. METTILE 27 CHE E' MEGLIO".
Lui torna, io ho sentito tutto. L'assistente mi chiede "27 vero?" e io "Veramente il prof mi aveva detto 28.."
Mi ha messo 28.
Ma io gli ho augurato delle cose irripetibili.
"Mi viene il vomito.. è più forte di meeeee" (cit.)
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Non ho nemmeno la forza di essere arrabbiata.
In realtà sono solo amareggiata, delusa, ma come una stupida, come sempre, ci passerò sopra; come sempre sarò solo io quella che si fa la serata con lo stomaco che si contorce e il giorno dopo tornerà con il sorriso.
Sono una stupida certe volte, perché non mi faccio rispettare come dovrei, perché non alzo la voce, perché non mando a quel paese, perché dimentico tutto e non porto rancore.
Se non sono sempre presente è forse perché il venerdì ho OTTO ore di fila all'università e la sera rientro alle otto passate e non ce la faccio nemmeno a parlare. O non sono presente perché non sempre è facile dimenticare alcuni pensieri per votarsi al benessere degli altri, mettere da parte le proprie tristezze per accollarsi quelle degli altri.
La cosa che mi fa più rabbia è che non reagisco, che non urlo e che so che domani sarà tutto normale.
Sono una cretina, punto. Mi faccio usare.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

..piazza del Popolo di sabato pomeriggio si rende impraticabile, causa presenza massiccia di teenager dark/tokio hotel/emo ecc.. spaventosi
.. ma una mamma che gli dice come conciarsi, no?
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
*Premessa*
Fondamentalmente io -almeno in apparenza- sono buona. Ma non per nulla mi definiscono un pipistrello ^°^
: collerica e permalosa fino all'inverosimile, se ho la luna storta sono una campionessa nell'inventare ed augurare morti fantasiose e violente. =) *fine premessa*
Un bel giorno dell'ottobre 2007 il mio odio è andato ad una persona, di cui ignoro il nome, ma che mi ha fatto sentire una schifezza, ha pestato il mio orgoglio di giovincella neolaureata, ha azzannato le mie prospettive future rendendole dei brandelli di speranza senza senso e tutto ciò senza battere ciglio.
Vi racconto..anche se in parte ne ho già parlato qui
Ero andata a Roma per fare i colloqui alla Lumsa, l'università frequentata dalla mia amica Chiara, che era una delle alternative per la mia specialistica.. Caricata e tranquillizzata da Chiara che, conoscendomi bene sa quanto mi impanico in eventi del genere, vado ad affrontare il colloquio. Un pò stile mammina, lei mi ha accompagnato fino alla sala d'aspetto, poi è andata per la sua strada, avendo altri impegni molto più seri.. è in quel momento che ha iniziato a consumarsi la (mia) tragedia..
La tizia apparentemente gentilissima, inizia il suo interrogatorio per vagliare il mio effettivo nonsoché
per avere la possibilità di frequentare l'università.. Osservando il questionario compilato online, inizia a chiedermi delle cose estremamente personali sulla mia famiglia, alle quali rispondo disorientata e con imbarazzo perchè di certo non mi aspettavo questo genere di domande. Tralasciando questo spiacevole particolare, vi riporto uno stralcio di conversazione perché possiate capire davvero.
A.=arwen T.=tizia non ben identificata oggetto di odio.
T.Bene.. ma oh.. *faccia schifata* hai preso 106 come voto di laurea.. perchè?
A.(...)
T.Perché 106?
A.In che senso scusi?
T.Non hai studiato??
A.Bhè il mio rendimento non è stato proprio costante nella triennale e ho avuto qualche difficoltà, però..
T.Ma hai un'azienda di famiglia?
A.*faccia allucinata*No..
T.*faccia di una che la sa lunga* Qualuno che ti ha assicurato che ti assumerà?
A.*O_o*No..
T.Lo sai che nessuno ti prende a lavorare con un voto così basso?
A. o_O
Dopo questa schiaffeggiata inutile, inizia a sorridere con una faccia di plastica e mi dice le regole della lumsa:
Alla lumsa non si fuma. Lei fuma? -no- Bene, perchè noi pretendiamo il rispetto degli spazi. -Sono d'accordo- E se vuole fumare deve allontanarsi dal portone dell'università. -Non fumo-
Alla lumsa ci si veste con un abbigliamento intelligente. -(...)-
La lumsa è un'università cattolica, quindi si studia teologia. E' bene sapere che questo non è indottrinamento o catechismo, ma noi crediamo profondamente che il cristianesimo e la religione cattolica abbiano influito con la storia e la cultura del mondo.
La lumsa anche se è un'università cattolica non ha alcun legame col Vaticano o con la Cei.
...
...
Vi confesso che ad un certo punto ho smesso di ascoltarla, per dare spazio, nella mia mente, a loschi sentimenti nei suoi confronti.
..e ora me ne vado alla Sapienza!
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
*Premessa*
Fondamentalmente io -almeno in apparenza- sono buona. Ma non per nulla mi definiscono un pipistrello ^°^ : collerica e permalosa fino all'inverosimile, se ho la luna storta sono una campionessa nell'inventare ed augurare morti fantasiose e violente. =) *fine premessa*
Nei mesi scorsi, il mio odio è andato alla coppia che vive al piano di sopra. Poco più che trentenni, con una bimba. Il loro desiderio più grande?
Darle un fratellino.
Ed, evidentemente, farlo sapere ai vicini di casa.
Il rituale d'amore - che ho avuto il piacere di monitorare visto che si sentiva tutto- si svolgeva come segue:
- un giovedì si, un giovedì no, tra le 23.30 e le 23.40(per l'altra figlia il giorno era venerdì)
- circa dieci minuti di gni.. gni.. gni..
- circa dieci secondi di zikzikzikzik
- poi il nulla [...]
Non solo io voglio dormire.Non solo già fatico ad addormentarmi e ciò mi rende una vipera.Non solo devo sentire i movimenti copulatorio-procreatori del materasso,ma devo anche sentirmi chiedere:«ma mica durante la notte si sente la lavatrice in funzione?» Nooo sento solo che stai facendo il fratellinooo!!!
Questa storia è andata avanti due-tre mesi. Poi, un paio di settimane di interruzione: avevo già capito, infatti due giorni dopo la ragazza è venuta a casa a dare la lieta notizia... M.(futura mamma) A.(arwen, ma per fortuna stavo solo pensando) P.(parenti vari di arwen) C.(la prima criatura della futura mamma).
M: C, dici ad arwen dov'è il fratellino!
La criatura indica la panza.
P: oooh!Auguriiii!
A: Ce n'eravamo accorti, noi.
P: da quando lo saiii?
M: un paio di settimane..
A: precise come l'ici.
P: ah finalmente un fratellino per C. che beeellooo
A:ah finalmente un pò di silenzio di giovedì
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
»