Sottotitolo: post altamente NON politicizzato
Bene, smaltita (come si prevedeva) la rabbia di ieri, specie dopo una nottata passata a leggere e a piangere su Harry Potter e i doni della morte. (sorvoliamo)
In questi giorni di contestazione, di lotta contro la 133, di "insurrezioni" civili, di assemblee e di minacce di occupazione, io vorrei dire la mia.
Come qualcuno saprà, frequento la specialistica (pardon, ora magistrale) alla Sapienza: gli studenti che stanno protestando sono sempre in tv e sui giornali in questi giorni.
Parlo da persona onestamente poco informata dei fatti e non desidero entrare in merito alla legittimità della protesta, non voglio dire che sia giusta la legge, non voglio dire che non bisogna protestare, semplicemente perché non mi sono ancora fatta una mia idea.
Vorrei parlare dei modi che alcuni di questi studenti usano per coinvolgere gli altri.
Ieri pomeriggio stavamo facendo lezione, quando è entrato un gruppo di studenti dicendo che dovevamo scendere e andare ad un corteo, che il professore non aveva diritto di fare lezione perché c'era il blocco accademico e così è iniziata una discussione.
Da una parte il prof diceva che il rettorato aveva dato l'ok alle lezioni, dall'altra uno di questi ragazzi che diceva che era una bugia.
In un altro angolo d'aula un mio collega si è infervorato perché palesemente in disaccordo con la protesta e ha iniziato a litigare verbalmente con altri ragazzi. Una ragazza ha dato del fascista al prof perché secondo lei ci aveva impedito di scendere a protestare (falsissimo!!!) e gli altri urlavano che noi non ci curiamo del nostro futuro, che siamo ignoranti, che dovevamo seguirli e protestare. Intanto, la discussione continuava e un paio di questi ragazzi facevano delle fotografie. (perchè?)
Sempre urlando, sono usciti, dicendo che dovevano coinvolgere altri ragazzi, quelli che ci tengono al futuro. Dopo un po' è rientrato quello che litigava col prof, portandogli il verbale del senato accademico dove secondo lui c'era scritto che non si doveva fare lezione. Infatti non c'era scritto proprio così.. era un'interpretazione.
Ora.
Ripeto le premesse fatte prima.
Ma vi sembra questo il modo giusto per coinvolgere le persone? Urlando? Insultando? Insinuando che qualcuno ci ha impedito di partecipare alla protesta?
Ci siamo sentiti tutti più o meno disturbati da questa cosa. "Venite all'assemblea aniziché perdere tempo qui".. ma io pago le tasse e voglio seguire le lezioni! Se voglio venire alla protesta, all'assemblea o al corteo, sono libera di venire, non mi incatena nessuno! Tu entra, informi dell'assemblea, in modo civile e senza urlare e te ne vai, punto.
Secondo me il grande errore qui è la politicizzazione di queste cose. Alcuni miei amici di destra non approvano questa legge e sono d'accordo con la protesta. Altri di sinistra, non approvano questi modi di coinvolgere le persone. Quindi non c'è bisogno di essere di sinistra per appoggiare e sostenere ed è quindi inutile, nonché anacronistico, dare del fascista a qualcuno solo perché non ha i rasta e non è un punkabbestia.
Ah mica è finita. Protestiamo, occupiamo, parliamo, consultiamo... dieci minuti dopo questi tizi erano giù nel portico con gli striscioni ripiegati a fare quattro chiacchiere fumndosi una sigaretta. Beeeeeelli.
A quel punto mi chiedo: a 28 anni o quanti ne hai e sei ancora all'università, ti sembra un modo utile di passare il tempo fare queste scenate e poi non mettere in atto quello che dici? O mantieni una coerenza e fai un'assemblea per quello in cui dici di credere, anche se sei con quattro gatti, o ti metti un po' sui libri e cerchi di prenderti una laurea che è quasi ora.