..quattro passi tra i miei pensieri..
Riprendo una dolce frase che ha detto ieri una ragazza piccolina ma con una bella testolina.. "Sono 18 anni che lo vedo, ma sono sempre innamorata del tramonto!"
Ma come fai a non esserlo con un tramonto così?
E dopo che il sole si è perso nel mare, pian piano sale la luna, bella piena e lucente!
Buona settimana a tutti!
Ps. serata ad Ostia, foto di Vic!
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arwenThalion alle ore 23:22 |
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Ricordate la cattivissima Margò? Quella con lo sguardo torvo? Quella che ruba la merenda?
Ecco altre sue belle foto: 

Qui l'avevamo travestita da supercat.. non sembra molto contenta, ma intanto potete ammirare il suo faccione chiatto chiatto da criceto con la bocca piena!

Qui invece è proprio bella... E' nella sua suite privata, un cestino sotto un tavolino coperto da tela cerata che si trova sul balcone, dove lei si rifugia per fare le saune a qualunque ora del giorno, durante l'estate! 
Infine, vi presento un amichetto che ho conosciuto due estati fa, ma che non vedo da allora... Si chiama Geo.. quanto è carino???

A questo punto, mi viene da pensare: "voglio tornare a casa da Denny mio..."
Altri dieci giorni e un esame: facciamoci coraggio!
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arwenThalion alle ore 11:19 |
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Non posso limitarmi a linkarlo! Ve lo devo ricordare un pò meglio!!! Anche perché quasi nessuno lo conosce:
Ho solleticato la vostra curiosità? Andatevi a rileggere un post di un annetto fa...clicca!
Purtroppo quest'anno non hanno eretto questo mausoleo per la festa, solo "semplici" luminarie ce sembravano avessero degli orecchini e non ho ritenuto giusto paragonarle fotograficamente con questo coso!
Vi piace???
Bella domanda, vero?
Ma cosa vuol dire "per sempre"? Fino a che morte non ci separi? Fino alla fine dei tempi? Fino a che non mi passa la voglia?
L'eternità (quella terrena e ultraterrena) è un concetto complicatissimo, come quello di infinito, ma che usiamo spesso, davvero troppo spesso.
Un pò di tempo fa ero sulla terrazza dello Zodiaco a Monte Mario e anchè lì c'erano i temutissimi e odiosi lucchetti con scritto "A & F XSI" "Giulio e Claudia x sempre" e criaturate del genere. Magari queste coppiettine una settimana dopo già erano bell' e scoppiate.
Al di là dell'uso inconsulto dell'infinità, che può essere anche giustificato dall'entusiasmo e dal trasporto di una passione, ci sono applicazioni pratiche del "per sempre"?
Avete mai sentito di persone che sono state amici per sempre? Un amore sempre fedele? Una persona sempre corretta?
Io no. Credo che sia molto elastico come concetto. "Si sono sempre corretto. Certo. Anche se a volte mi lascio un pò andare e faccio questo, questo e quest'altro..."
E quindi? Diciamo per sempre ma sappiamo che non sarà così? Che prima o poi non sarà più "per sempre" e dopo un pò di pianti ci rassegneremo? Meglio contenti e un pò ipocriti?
Forse si.
Forse, invece, possiamo impegnarci affinché la nostra coerenza possa andare fiera di noi. Ricordo che nel film Se scappi ti sposo, la dichiarazione d'amore finale di Richard Gere è Garantisco che ci saranno tempi duri... garantisco che un giorno io, tu o tutti e due vorremo farla finita....ma garantisco anche che se non ti chiedo di essere mia lo rimpiangerò per tutta la mia vita. Perchè sento nel mio cuore...che sei l'unica per me...
Non so quanto possa fare effetto estrapolata da un film, ma credo che non ci possa essere una frase più realistica: per sempre? non so, proviamoci.
Questo, io l'ho visto e ci credo.
I miei nonni, insieme per 66 anni.
I due vecchietti ieri a messa, lui col bastone che camminava un pò sbilenco e lei che va a bagnarsi le dita nell'acqua santiera in fondo alla navata e poi le porge a lui, che le sfiora e si fa il segno della croce.
La coppietta di ottant'anni che camminava mano nella mano non ricordo più dove.
Alla fine.. ci si può provare.

Tra una cosa e l'altra, esami, progetti, spesa e pulizie, vita quotidiana, un pò id sclero perché vorrei essere a casa col mio amore e con la mia nonnina, ho fatto passare i giorni e non mi sono ricordata che un annetto fa, mi sembra il 25 o 26 giugno, ho aperto questo blog!
Non perché sia in vena di bilanci... tutt'altro. Però ricordo di averlo aperto con intenzioni diverse, doveva essere il mio "diario" della ricerca della nuova casa a Roma, della costruzione della mia nuova vita lontana da casa, invece è diventato... bho!
Un guazzabuglio di pensieri, cose che vedo, che sento, che leggo... un blog.
Un pò come tantissimi altri, senza qualcosa che lo distingua in modo particolare, senza "premi", senza milioni di visite, con due-tre assidui frequentatori, tra cui la mia amica-coinquilina Odry e questo non è bello perchè dopotutto legge i post mentre li scrivo... hehehe!
Ma non importa, non mi interessa raggiungere il milione di visite in un mese, o i tremila commenti al giorno, non cerco fama (chi ne ha?), non cerco niente, volevo solo uno spazietto per condividere qualche stralcio di me. Sono una persona semplice, senza una vita particolarmente elettrica e incredibile, quindi non ho iniziato a scrivere pensando di ottenere riscontri.
Sicuramente posso dire che girando un pò sui blog, in particolare quelli degli amici, ci sono persone davvero belle. Leggi tra le righe la loro intelligenza e sensibilità e a loro posso dire "grazie" perché a volte leggi di una situazione simile alla tua e sai che in fondo, non è tutto buio come può sembrare!
Buon compleanno blogghino!
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arwenThalion alle ore 12:08 |
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auguri
Questo è l'inizio del quarto giorno senza il mio nonnino. Se ne è andato giovedì sera, spero serenamente, senza ulteriormente soffrire. Io non c'ero, ero qui a Roma.
Credo che chi mi ha vista al funerale mi abbia presa per matta.
La persona che mi ha cresciuto come un padre da quando un padre non ce l'avevo più, il nonno che mi adorava e che adoravo, di lì a poco sarebbe stato messo sotto terra ed io non piangevo. Ero lì, impassibile, ad ascoltare il parroco, talvolta un sorrisino, le lacrime solo alla fine, solo quando altre persone mi venivano a salutare e a compiere l'orrido rito dell'assalto ai parenti del defunto per dire "condoglianze".
Ho cercato di spiegare a qualcuno il modo in cui mi sento, ma credo che pochi abbiano davvero capito.
Perché distruggersi per un corpo? Anche io sentirò la sua mancanza, ma a ben pensarci la sentivo già da tanto, da quando l'anzianità e le malattie lo avevano reso meno lucido, negli ultimi mesi, quasi assente, non riconosceva più le persone e nemmeno me, perché non mi vedeva tutti i giorni.
Non mi mancherà quel nonnino tanto malato, tanto deperito, che faceva soffrie al sol vederlo. Mi mancherà quello con cui facevo le passeggiate da bambina, quello con cui facevo i discorsi "seri" per la gestione della casa, con cui litigavo quando non c'era urgenza per pagare le bollette e lui mi obbligava ad andare alla posta, quello che mi ha insegnato a giocare a scopa nei pomeriggi d'estate mangiando pane ed olio. Mi mancherà il nonno sorridente di qualche anno fa, quello che già ora non avevo più.
<Stavolta non posso essere egoista> mi sono detta. Ha semplicemente smesso di soffrire, non posso essere triste per questo. Se non lo vedrò più, so bene che lo sentirò vicino ogni volta che ne avrò bisogno, perché lui c'è.
Ci sono passata già due volte. Ho visto morire le due persone più importanti della mia vita quando ero appena una ragazzina. Ma questa volta ho accettato l'ineluttabilità della vita, perché stavolta c'era motivo di farlo.
Perché posso solo ringraziare per averlo avuto accanto in tutti questi anni, per tutto quello che ci ha insegnato, per la sua bontà e per quanto mi ha fatto crescere.
Grazie nonno, lo so che ci guardi da lassù.
Ti voglio bene
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arwenThalion alle ore 21:57 |
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trash
Ogni tanto una cosa piccolissima fa tornare indietro negli anni. Oggi ho visto una scritta e sono tornata a quando facevo le raccolte di figurine...
Principalmente collezionavo quelle da bambina, ovviamente: i mini pony, milly un giorno dopo l'altro, la Sirenetta, poi quando ero più grandina Beverly Hills, Bayside School e così via... Qualche volta mi capitava di avere tra le mani figurine "spurie", che mi regalavano le mie cugine più grandi e le attaccavo sul diario segreto e per abbellire i quaderni di scuola, anche se lì principalmente mettevo quelle dell'ultima pagina del Cioè.
Però non disdegnavo i calciatori.
Avrei voluto la fisarmonica dell'Inter e della Salernitana, ma non osavo chiedere ai maschietti di regalarmi i doppioni perché quei tirchi non l'avrebbero fatto, primo: sei femmina che ci devi fare, secondo: dobbiamo fare le gare. E i soldini che i miei mi davano per le mie figurine servivano a completare l'album, di certo non per i "giocatori" (come noi chiamavamo il mitico album Panini del calcio)!
Non ho mai capito quei misteriosi giochi che i maschi facevano con le figurine dei calciatori. Ognuno aveva il suo mazzettino, le mettevano a turno sul banco e ogni tanto uno dei due si prendeva tutto. Oppure le piegavano come i nonni piegano le carte napoletane per giocare a scopa e poi sbattevano la mano sul banco per farla voltare. Bho. Un universo mai compreso, del quale è meglio alla mia veneranda età non indagare.
Era una specie di rito, la domenica, dopo la messa, con la mille lire in mano, andavamo con le amiche al tabacchino, compravamo due-tre bustine e il resto in caramelle (le Goleador rosse e verdi o alla cocacola) o le liquirizie a rotella.
Poi a casa, la fremente corsa all'attacco: prima di pranzo le figurine erano già bell'e sistemate sull'album (le mie sempre un pò storte, un pò fuori dagli angoli) e sul foglietto c'erano scritti i doppioni e quelle che mancavano. A scuola inevce avveniva qualche baratto.
Penso che se mi sforzassi, ricorderei l'odore della colla dietro le figurine.
(Per inciso, mai avuta la soddisfazione di vedere un album finito, eh!
)
Come mi è venuto in mente tutto ciò? fate caso alle pubblicità che appaiono sotto alle schermate di msn..
Ebbene. Il virtuale ci ha tolto anche questo. Ha snaturato completamente l'idea della figurina e, per me, la Panini si è venduta...
Ma vuoi mettere la bellezza dell'incavolarti per le unghie troppo corte per riuscire a staccare la figurina dalla carta di dietro, o il frusciare delle pagine dell'album tutte pesanti e piene di figurine, o l'odio con cui guardavi quelle tre-quattro cornicette che restavano sempre vuote perché le figurine erano introvabili?
Vuoi mettere i litigi (soprattutto per i maschi) perchè il giocatore X vale più della squadra Y quindi se lo vuoi mi devi dare la squadra Y più il giocatore Z più la coppa Uefa?
Vuoi mettere l'intramontabile "ce lo ce lo mi manca" della nostra infanzia?!
baci baci!
Oggi mi sento davvero Proustiana. Senza sapere un granchè cosa significhi..
Sono qui a Roma di nuovo, lasciando a casa una situazione pessima e portandomi dietro l'ansia per gli esami e il terrore di ricevere una brutta telefonata.
Oggi mi sento davvero sola. Lo so, a volte capita, ma io ogni volta non lo sopporto.
E' stato brutto prima, quando in fila alla cassa del supermercato un nonnetto mi fa passare avanti dicendo "Tanto io non ho fretta. Vorrei solo salire presto in cielo". Mi è venuto in mente il mio, di nonnetto. Non lasciarti andare.. ti prego..
Un sorrisino in questa giornata sono state le mie "madeleine". Ricordate Proust che assapora questi dolcetti e ricorda la sua infanzia, viene rapito dal senso del tempo?
Io di madeleine ne ho diverse e oggi ho comprato queste qui
Il mio papà viaggiava molto per lavoro, era ingegnere ed era sempre in giro per cantieri. Non era golosissimo, ma spesso aveva questi biscotti nel portaoggetti, per il buchino di stomaco delle 11.. senza dire nulla a nessuno, come mi facevano sempre credere da bambina.
Io li adoro perché sono buonissimi e perché mi ricordano tanto le nostre gite in macchina la domenica, quando spesso mamma era di turno alla guardia medica o era troppo stanca per venirci dietro.
A volte papà mi portava sul lungomare e giocavamo a comprare le lavatrici e gli scarti vari che si vedevano a riva, prima che un'attenta amministrazione comunale ripulisse il tutto.
Altre volte, andavamo a trovare mamma sul lavoro, visto che la domenica non c'era quasi mai nessuna emergenza.
Altre volte ancora, molto più spesso, mi portava in mezzo alla natura, per una breve passeggiata in collina, su qualche prato a giocare, a vedere qualche rudere antico, a mostrarmi le zone dove diceva di andare a caccia, ma in realtà tornava sempre con asparagi o cicoria selvatica..
Voleva che diventassi un'amante della natura come era lui, che è cresciuto in campagna, che apprezzassi il bello di vedere il verde, gli alberi, gli uccelli, gli animali della campagna, a non avere paura degli insetti (in questo non ha avuto successo..). Ed un pò così ci sono diventata.
Non ho avuto nemmeno il tempo di imparare altro da lui. Era tanto buono, buono come il pane, diponibile ad aiutare gli altri, ma a volte un pò burbero. Ricordo il suo sorriso. Ricordo che cantavamo insieme, io lui e mamma, nei viaggi per andare in Calabria dai nonni e mi facevano ascoltare Battisti.
Ricordo tante piccolissime cose, che a volte mi sembrano troppo minuscole per essere chiamate ricordi, ma sono tutto ciò che mi resta.
Che bello mangiare uno di questi biscotti. Sono tornata piccola, seduta sul sedile davanti, con le gambe che non arrivano a terra e le ginocchia sbucciate, a ridere del nostro segreto dolcetto.

Quanto male può fare un singolo raggio di luce?
Scritto da:
arwenThalion alle ore 17:29 |
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malinconia